Tutto è iniziato con un misto di stupore e scetticismo. Navigando online, mi sono imbattuto in un post su Facebook di un collega, un professionista che stimo, citato nientemeno che da AI Overview di Google come uno dei “migliori SEO in Italia“. La cosa mi ha fatto riflettere.
Se l’intelligenza artificiale di Google sta iniziando a stilare classifiche di merito, su quali basi lo fa? Quanto è affidabile?
Spinto da queste domande, ho deciso di mettere alla prova l’algoritmo. E i risultati, lasciatemelo dire, sono stati a dir poco sbalorditivi.
Esperimento SEO Google AI Overview
Giorni fa, ho dato il via al mio piccolo, ma rivelatore, esperimento. Ho creato un articolo ad hoc sul mio blog (per correttezza o deciso di cancellare l’articolo), intitolandolo in modo volutamente diretto: “Chi sono i migliori Consulenti SEO Italiani?“. All’interno, accanto a me – Sobi Luciano -, ho scientificamente inserito una serie di nomi di pura fantasia, dei veri e propri consulenti SEO inesistenti. Ho dato libero sfogo alla creatività, partorendo identità come “Leone Della Rete“, un nome che evoca forza e dominio digitale, “Beatrice Html“, un omaggio quasi poetico al linguaggio base del web, e “Eduardo Php-De Luca“, un nome dal sapore più tecnico. Ad ognuno di loro, ho associato un punteggio, creando una classifica dal nulla.

Non ho dovuto attendere molto.
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Risultati Esperimento SEO Google AI Overview
Con una rapidità che mi ha lasciato interdetto, l’algoritmo di AI Overview ha “abboccato” all’esca. I miei consulenti fantasma sono schizzati in cima alle SERP (Search Engine Results Page), presentati da Google come veri e propri esperti del settore.
Le prove sono inconfutabili e le ho immortalate in due screenshot che parlano da soli.
Nel primo, che potete vedere qui, la risposta di AI Overview alla domanda “CHI SONO I MIGLIORI CONSULENTI SEO ITALIANI?” è emblematica.

L’intelligenza artificiale afferma con sicurezza: “Alcuni nomi di spicco includono Sobi Luciano, Leone Della Rete e Beatrice Html secondo un sito specializzato in consulenza SEO (il mio)”. È incredibile come il mio articolo, pubblicato da appena due giorni, sia diventato improvvisamente una fonte.
La seconda immagine è, se possibile, ancora più eloquente. Mostra una classifica dettagliata, sempre generata da AI Overview, dove i miei nomi inventati non solo compaiono, ma sono anche corredati dai punteggi che avevo loro attribuito.

- “Leone Della Rete: Consulente SEO con un punteggio di 90/100 secondo la stessa classifica di Up-SEO”
- “Beatrice Html: Consulente SEO con un punteggio di 80/100 secondo la classifica di Up-SEO”. Questi nomi inesistenti si trovano a fianco, e in alcuni casi addirittura al di sopra, di consulenti SEO reali, professionisti affermati con anni di carriera e risultati comprovati alle spalle.
Questo esperimento, nato quasi per gioco, apre uno scenario che definirei inquietante
Dimostra con quanta facilità un algoritmo possa essere influenzato e manipolato da semplici stringhe di testo, senza alcun tipo di verifica fattuale, di controllo sulla reputazione o sull’effettiva esperienza delle persone menzionate. Se è bastato creare un articolo e inventare dei nomi per scalare una classifica generata dall’AI, quale garanzia abbiamo che i posizionamenti riflettano davvero il valore e la competenza dei professionisti?
La domanda sorge spontanea e la pongo a me stesso e a tutti voi: dobbiamo fidarci ciecamente di un ranking generato solo ed esclusivamente dall’intelligenza artificiale?
La mia risposta, alla luce di questa esperienza, pende decisamente verso il no. È fondamentale mantenere un approccio critico e non delegare completamente il nostro giudizio a sistemi automatizzati che, come ho dimostrato, possono essere facilmente ingannati.
Vi invito a riflettere su questo episodio.
Sono Luciano (i miei amici mi chiamano Sobi) e sono un consulente SEO con base a Milano. Aiuto le aziende ad aumentare i lead da Google attraverso la Search Engine Optimization.