12 domande da fare a un consulente SEO prima di firmare

Ultimo aggiornamento Sep 15, 2026 | Domande e Risposte

Riassumi con:
ChatGPT Perplexity Claude Gemini Copilot

Prima di firmare un contratto con un consulente SEO, fagli queste 12 domande: che strategia userà e perché, come gestisce GEO e SEO, chi segue davvero il progetto, quanto costa in modo trasparente, quanto tempo serve per i primi risultati e cosa succede se non arrivano. Le risposte che ricevi, più che i numeri sulla slide, ti dicono se hai davanti un professionista o qualcuno che vende fumo.

Perché queste domande contano più del preventivo

Un preventivo SEO dice quanto pagherai. Non dice se quei soldi produrranno un ritorno. Il mercato dei consulenti SEO in Italia è affollato di profili molto diversi tra loro: c’è chi ha vent’anni di esperienza tecnica reale e chi ha aperto una partita IVA il mese scorso dopo un corso online, e dall’esterno sono indistinguibili. Entrambi useranno le stesse parole, gli stessi termini come autorevolezza, topical authority, link building. La differenza emerge solo quando fai domande specifiche e osservi il tipo di risposta che ricevi.

Le domande che seguono sono divise in due gruppi. Il primo riguarda il metodo di lavoro, cioè cosa farà materialmente sul tuo sito e perché. Il secondo riguarda il lato economico e contrattuale, cioè quanto spenderai, quando vedrai risultati e cosa succede se non arrivano. Un consulente serio risponde a entrambi i gruppi senza esitazioni e senza infastidirsi. Chi si irrigidisce davanti a domande dirette su prezzi e risultati sta già comunicando qualcosa, anche se non lo dice a parole.

Le domande sul metodo di lavoro e sulla strategia

Prima di parlare di cifre, capisci come pensa la persona che avrai di fronte. Un consulente che parte subito con keyword e volumi di ricerca, senza aver prima chiesto nulla del tuo business, sta applicando un metodo standard a un problema che standard non è. Le sei domande che seguono servono a distinguere chi ha un approccio strategico da chi ha solo un elenco di attività tecniche da eseguire in sequenza, sempre uguale per ogni cliente.

Fai attenzione soprattutto a quanto la risposta è specifica per il tuo sito, e quanto invece potrebbe valere per qualsiasi azienda del tuo settore. Una strategia vera nasce da un’analisi del tuo caso, non da un copione.

Che strategia userai per il mio sito e perché proprio questa

Questa è la domanda che separa chi ha un metodo da chi ha un listino di servizi. Un consulente preparato non risponde con un elenco generico di attività, ma spiega da dove partirà e perché: se il sito ha un problema tecnico che blocca l’indicizzazione, si parte da lì; se il problema è la mancanza di contenuti che rispondono all’intento di ricerca, la priorità è un’altra ancora. La risposta corretta contiene sempre un riferimento a dati specifici del tuo sito, non a principi generali validi per chiunque.

Diffida di chi propone lo stesso pacchetto di attività a prescindere dal settore, dallo stato del sito e dagli obiettivi di fatturato che gli hai comunicato. Una strategia seria si costruisce dopo un’analisi, non prima. Se il preventivo arriva nella stessa telefonata in cui hai descritto il tuo business, qualcosa non torna: un’analisi tecnica e competitiva richiede tempo, anche solo per capire quanto lavoro serve davvero.

Come lavori con GEO oltre alla SEO classica

Da qualche tempo la ricerca non passa più soltanto dai dieci link blu di Google. Le risposte generate dall’intelligenza artificiale, come AI Overview, ChatGPT, Perplexity e Gemini, intercettano una parte crescente delle domande dei tuoi potenziali clienti prima ancora che arrivino a cliccare su un risultato organico. Un consulente aggiornato dovrebbe sapere spiegarti cosa sta facendo per rendere i tuoi contenuti citabili e comprensibili anche da questi sistemi, non solo dai crawler tradizionali di Google.

Chiedi in concreto: come struttura i contenuti perché siano estraibili e citabili, se monitora le citazioni del tuo brand nelle risposte AI, se lavora su dati strutturati e sulla coerenza informativa del sito. Se la risposta è un generico “sì, ci pensiamo anche a quello” senza dettagli su strumenti o metodo, probabilmente è un’area che il consulente conosce solo di striscio. Questo non è un dettaglio marginale: sempre più ricerche non generano più nemmeno un clic, perché la risposta arriva direttamente nell’interfaccia AI.

Quali strumenti userai per l’analisi tecnica

Gli strumenti che un consulente usa raccontano molto del livello della sua attività. Nomi come Screaming Frog, Sitebulb, Ahrefs, Semrush o Google Search Console dovrebbero comparire spontaneamente nella risposta, insieme a una spiegazione di cosa serve ciascuno: crawling tecnico, monitoraggio del posizionamento, analisi dei backlink, dati di prima mano su clic e impressioni. Un professionista che lavora seriamente ha investito in strumenti professionali, perché senza dati affidabili ogni decisione diventa un’intuizione.

Se la risposta si limita a “uso i dati di Google” senza altro, probabilmente stai parlando con qualcuno che non ha ancora gli strumenti per fare un’analisi tecnica approfondita, oppure con chi lavora su volumi troppo alti di clienti per dedicare tempo reale a ciascuno di essi. Chiedi anche di vedere, anche solo in anteprima, il tipo di report che restituiscono questi strumenti: la qualità della reportistica è spesso un indicatore più affidabile delle parole usate in fase di vendita.

Chi seguirà materialmente il mio progetto

In molte agenzie chi vende il servizio non è chi poi lo esegue. Il preventivo viene presentato da un account manager con ottime capacità comunicative, ma l’esecuzione passa a un junior con pochi mesi di esperienza, spesso su decine di clienti in parallelo. Non è necessariamente un problema, ma è un’informazione che devi avere prima di firmare, non dopo tre mesi di lavoro senza risultati.

Chiedi esplicitamente chi analizzerà i dati, chi deciderà la strategia e chi risponderà alle tue mail nei mesi successivi. Con un consulente indipendente la risposta è quasi sempre la stessa persona per tutti e tre i ruoli, il che riduce la dispersione di informazioni ma limita anche il numero di clienti che può seguire in parallelo. Con un’agenzia, chiedi quante ore alla settimana verranno dedicate al tuo progetto e da quante persone, in modo da confrontare davvero cosa stai comprando rispetto ad altre opzioni sul mercato.

Chi scrive i contenuti e come vengono validati

Se il servizio include SEO copywriting, informati su chi scrive materialmente i testi e con quale processo di revisione. Contenuti generati in massa con l’intelligenza artificiale e pubblicati senza controllo umano sono oggi uno dei rischi più concreti per la qualità percepita di un sito, e Google ha più volte ribadito che valuta l’utilità reale del contenuto indipendentemente da come è stato prodotto.

Una risposta solida include: chi fa la ricerca delle fonti, chi verifica l’accuratezza delle informazioni, quale processo di revisione precede la pubblicazione, come vengono gestiti i contenuti già esistenti che devono essere aggiornati invece che riscritti da zero. Chiedi anche un esempio di contenuto già pubblicato per un altro cliente in un settore simile al tuo: la qualità della scrittura e la profondità delle informazioni ti diranno più di qualsiasi descrizione del processo.

Come costruisci autorevolezza e link

Il link building resta uno dei fattori più diretti su cui un consulente può incidere, ma è anche l’area dove si concentrano le pratiche più rischiose. Una risposta corretta menziona attività come digital PR, guest posting su siti realmente rilevanti per il tuo settore, collaborazioni editoriali e menzioni ottenute grazie a contenuti di valore. Una risposta da evitare parla di “pacchetti di cento link”, di “network privati” o promette numeri di backlink a prescindere dalla qualità delle fonti.

I link di bassa qualità, comprati o generati in massa, possono produrre un miglioramento temporaneo seguito da una penalizzazione che richiede mesi per essere risolta. Chiedi sempre di vedere esempi di link ottenuti per altri clienti, controllando tu stesso, con una ricerca veloce, se i siti citati sono reali, attivi e coerenti con il settore in questione.

Le domande su prezzo, contratto e risultati

Qui si gioca la parte più concreta della trattativa. Le domande su prezzo e risultati sono quelle che molti evitano di fare per timore di sembrare diffidenti, ma sono proprio quelle che smascherano più rapidamente chi non ha davvero un metodo di lavoro solido alle spalle. Un professionista con esperienza reale risponde a queste domande con numeri, tempistiche e condizioni chiare, senza bisogno di ammorbidire la risposta con frasi vaghe come “dipende da tanti fattori” ripetute come unica spiegazione.

Le sei domande seguenti ti aiutano a valutare non solo quanto spenderai, ma anche quanto rischio ti stai assumendo firmando quel contratto specifico.

Quanto costa realisticamente il tuo lavoro

Il prezzo da solo non dice nulla se non sai cosa include. Chiedi una scomposizione chiara: quanto costa un’analisi iniziale, quanto una gestione continuativa, cosa è compreso nel canone mensile e cosa invece viene fatturato a parte. Sul mercato italiano una consulenza SEO seria e continuativa richiede solitamente diverse ore di lavoro qualificato ogni mese, e questo si riflette in un costo che raramente scende sotto poche centinaia di euro mensili per un progetto minimamente competitivo.

Un prezzo molto più basso della media di mercato è quasi sempre un segnale di allarme, non un’occasione: o il lavoro viene rivenduto da terzi senza controllo diretto, o vengono usati strumenti automatici senza supervisione, o semplicemente il tempo dedicato al tuo progetto sarà minimo. Al contrario, un prezzo alto non garantisce automaticamente qualità: la cosa che conta davvero è la corrispondenza tra il prezzo richiesto e il dettaglio con cui viene spiegato cosa comprende.

Quanto tempo serve prima di vedere risultati

Chiunque prometta la prima pagina di Google in trenta giorni sta descrivendo un risultato impossibile da garantire con metodi legittimi, oppure sta pianificando tecniche che espongono il tuo sito a una penalizzazione. La SEO lavora sull’indicizzazione e sulla fiducia che un motore di ricerca costruisce verso un dominio nel tempo, e questo processo ha tempistiche fisiologiche che nessun consulente può accelerare a piacimento.

Una risposta realistica distingue le fasi: nei primi uno o tre mesi si sistemano le basi tecniche e si costruisce l’architettura dei contenuti, senza risultati visibili immediati. Tra il terzo e il sesto mese iniziano a muoversi le prime keyword secondarie, spesso visibili prima in Google Search Console che in un aumento concreto di contatti. I risultati misurabili in termini di lead e fatturato arrivano generalmente tra il sesto e il dodicesimo mese, con variazioni legate alla competitività del settore e allo stato di partenza del sito.

Quali dati mi mostrerai ogni mese

Un report vago come “abbiamo lavorato sulle attività SEO previste” non ti permette di valutare nulla. Chiedi in anticipo un esempio di report reale, non un modello dimostrativo preparato apposta per la vendita. Un report utile mostra l’andamento del traffico organico, le variazioni di posizionamento sulle keyword prioritarie, i dati di conversione quando disponibili, e un confronto con il periodo precedente che ti permette di capire se la direzione è quella giusta.

Diffida di chi si concentra solo su metriche di vanità, come il numero generico di parole chiave posizionate senza indicazione della loro rilevanza commerciale. Il numero che conta davvero è quello legato al tuo fatturato: richieste di contatto, preventivi generati, vendite attribuibili al canale organico. Se il consulente non riesce a collegare il proprio lavoro a questi numeri, probabilmente sta misurando le cose sbagliate, oppure sta evitando di farlo perché i risultati non ci sono ancora.

Cosa succede se i risultati non arrivano

Questa domanda rivela quanto il consulente sia disposto a mettersi in gioco insieme a te. Una risposta seria include condizioni chiare: un periodo di prova iniziale, una clausola di uscita con un preavviso ragionevole invece di un vincolo contrattuale lungo e rigido, la disponibilità a rivedere la strategia se dopo un tempo congruo i primi segnali non si vedono affatto.

Fai attenzione ai contratti che ti legano per dodici mesi senza possibilità di uscita anticipata, specialmente se combinati con report vaghi e obiettivi non misurabili definiti in anticipo. Un contratto squilibrato, che protegge solo chi eroga il servizio, dice molto su quanto quella persona o agenzia sia disposta a rischiare qualcosa insieme a te. Chi lavora bene non ha bisogno di legarti con clausole punitive per trattenerti come cliente.

Posso vedere casi di studio verificabili

I casi di studio con solo screenshot e numeri in grassetto senza contesto non dimostrano molto: chiunque può costruire un grafico convincente. Chiedi invece esempi verificabili, con nome del cliente quando possibile, settore di appartenenza, punto di partenza e risultato ottenuto in un arco di tempo definito. Se il consulente offre di mostrarti dati reali da Google Analytics o Search Console, anche solo in una call condivisa, è un segnale forte di trasparenza.

Un professionista con esperienza reale ha quasi sempre almeno due o tre casi che può raccontare con dettaglio, comprese le difficoltà incontrate lungo il percorso. Diffida di chi mostra solo successi senza mai menzionare un progetto che non ha funzionato come previsto: nessuno ha un tasso di successo del cento per cento, e chi lo dichiara sta probabilmente selezionando solo i casi migliori o, peggio, inventando i numeri.

Cosa non farai mai per il mio sito

Questa domanda è tanto rivelatrice quanto quelle sulle attività previste. Le risposte corrette includono: nessuna garanzia di posizionamento in prima pagina, nessun acquisto di link da network privati o farm di contenuti, nessun testo generato in massa senza revisione umana, nessuna promessa di risultati in tempi impossibili, nessuna pratica che violi le linee guida sulle attività ingannevoli descritte da Google Search Central.

Un consulente che sa elencare con chiarezza cosa non farà mai dimostra di conoscere anche il rovescio della medaglia del proprio lavoro, cioè i rischi che certe scorciatoie comportano per un sito nel medio periodo. Chi invece risponde con un generico “faccio tutto quello che serve per portarti in cima” senza porsi limiti etici o tecnici, sta comunicando che il risultato immediato conta più della salute del tuo sito nel tempo.

Le risposte che devono farti scappare subito

Alcune risposte, da sole, dovrebbero bastare a chiudere la trattativa. Ecco quelle da considerare come segnali di allarme immediati:

  • “Ti garantisco la prima posizione su Google“: nessun fattore di ranking è sotto il controllo totale di un consulente, e chiunque prometta il contrario sta mentendo o parlando di keyword irrilevanti con volume di ricerca pari a zero.
  • Un prezzo molto più basso della media di mercato, presentato come un’offerta imperdibile: quasi sempre significa lavoro rivenduto da terzi, strumenti automatici senza supervisione, oppure pochi minuti al mese dedicati realmente al tuo progetto.
  • Rifiuto di spiegare il metodo di lavoro, con frasi come “sono tecniche riservate” o “fidati, funziona“: la SEO seria si spiega, non si nasconde dietro un presunto segreto professionale.
  • Nessuna disponibilità a firmare un contratto con clausola di uscita chiara, unita a un vincolo lungo e rigido.
  • Report mensili vaghi, limitati a “abbiamo lavorato sulle attività previste” senza numeri verificabili su traffico, posizionamento o conversioni.

Se anche una sola di queste risposte compare durante la trattativa, è un motivo sufficiente per continuare a valutare altre opzioni prima di firmare qualsiasi cosa.

Sobi Luciano

Sono Luciano (i miei amici mi chiamano Sobi) e sono un consulente SEO con base a Milano. Aiuto le aziende ad aumentare i lead da Google attraverso la Search Engine Optimization.

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